India: Il Paese della Gioia

Intorno alla capanna si estendevano a perdita d’occhio le risaie, punteggiate qua e là dal verde scuro dei manghi, dal verde chiaro dei ciuffi di palme, dal verde tenero dei boschetti di bambù. Come in un pizzo scintillante in cui si rifletteva l’azzurro del cielo, i canali di irrigazione quadrettavano la campagna con le loro fitte maglie….. lungo gli stretti argini, alcuni bambini facevano avanzare a colpi di bacchetta grossi bufali lucenti che sollevavano una polvere ocra…..

Photo credits: Vanity Fair

……….. il Bengala era davver oquel paradiso cantato dai trovatori dei poeti dove, nelle notti di luna, il Dio Krishna veniva a suonare il flauto con le “gopi”, le sue pastorelle, e trascinava nella danza l’amante Radha…. in meno di 5 minuti era calata la notte tropicale.

La moglie soffiò nella conchiglia per salutare la Dea della notte. Venne agitata una campanella per scacciare gli spiriti maligni. La mucca venne legata nella capanna. Fu chiuso il cancelletto. La madre allora compì un rito vecchio come l’India: aggiunse l’olio nella lampada che ardeva davanti alle immagini degli dei tutelari, Rama e la sua sposa Sita, Lakshmi, dea della prosperità seduta su un loto, Ganesh il dio della fortuna con la teste d’elefante.

Nel cielo stellato brillava una sottile falce di luna. Era la “luna di Shiva” la luna nuova del benefattore del mondo, del dio della prosperità dai mille occhi………

da: La Città della Gioia

 

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