Il Popolo del Bue Grigio


Oggi siamo in visita di una delle popolazioni che vivono nei pressi del lago Turkana. Questo lago prende il nome dalla una delle tribù che vivono sulle sue coste, ed è in questo settore che Richard Leakey ha scoperto dei fossili di tre milioni di anni di 'Homo erectus.'

Questo sito è conosciuto come il "culla dell'umanità". Qui vivono i Turkana. Un'etnia che vanta una popolazione di circa 350.000 persone, per la maggior parte del gruppo etnico nilotico maggiore (insieme ai Samburu e Masai).

Si tratta di una tribù tradizionalista; infatti la maggior parte di loro vive ancora una vita rurale.

Oggi la loro vita si basa sull’allevamento e sulle due stagioni delle piogge. Ma in passato i Turkana sono stati un popolo feroce ed aggressivo.  Parlano un dialetto distinto per regioni, sono un popolo nomade, in costante movimento alla ricerca di pascoli e acqua.

Le famiglie possono essere abbastanza grandi, e richiamano un pò le nostre vecchie famiglie di contadini, in cui i figli, anche se sposati, continuano a vivere con la famiglia del padre.

I bambini maschi, arrivano all’età adulta dopo riti che variano a seconda dell’età, ogni quattro anni, mentre le bambine sono considerate adulte solo dopo essersi sposate. Diversamente da altre tribù, i bambini non sono circoncisi. Gli uomini Turkana possono avere tante mogli, a seconda dei bovini sufficienti a comprarle. Una donna può costare varie mucche, capre, pecore o cammelli! Lo so, non potete concepirlo, ma qui è davvero così… Gli uomini che non possiedono bestie, a volte rubano per potersi permettere una moglie!

Il loro Dio, Akujo non fa parte della vita quotidiana, e viene invocato unicamente per chiedere la pioggia.

I Turkana chiamano se stessi il popolo del bue grigio, in riferimento agli zebù, il cui addomesticamento svolse un ruolo importante nella loro storia. Sono dei valenti artigiani e il loro spirito artistico si manifesta in particolare nella decorazione della propria persona con collane di perline colorate, acconciature sui capelli e bracciali di osso e avorio.  

Costruiscono delle capanne a forma di botte, con rami spinosi intrecciati e con foglie di palma a formarne il tetto, anche se recentemente sono stati inseriti anche altri materiali, come la plastica!.

E’ davvero difficile per me raccontare cosa mi sta dando l’incontro con questi popoli… sebbene io faccia molta fatica ad accettare tanti dei loro usi e costumi (soprattutto quelli che prevedono la totale mancanza di importanza attribuita alle donne!).

isabella.diario

Un mondo lontanissimo dal nostro, più primitivo. Un mondo che forse vorrei cambiare in alcuni aspetti, ma poichè non sappiamo per quanti anni ancora queste popolazioni preserveranno il loro stile di vita, credo sia giusto che possano continuare a scegliere liberamente dove e come vivere…..

 

 

 

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