La vera storia della Pizza a Metro (secondo Peppino Tripaziello)

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“Come ben sapete, fu  Luigino dell’Amura, negli anni ’50, nella sua panetteria di Vico Equense a creare casualmente la “pizza al metro”. Il nome fu suggerito da un giornalista che era sfollato nella cittadina campana. Successivamente Gigino aprì un ristorante, originariamente chiamato dal volgo “da Gigino ‘o zuzzuso”, oggi, invece, chiamato “PIZZA A METRO – l’università della pizza”…

Ma voi non sapete bene come andarono le cose… io sì!…..

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A quei tempi, lavorava da Luigino il mio bisnonno Ciro Tripaziello. Eh si lavorava sodo allora! Ciro aiutava Gigino nelle mansioni quotidiane: impilava i sacchi di farina, andava a riempire i secchi d’acqua, ma il suo sogno era diventare pizzaiolo!

“Luigino, avrei un’idea… perchè non facciamo la pizza?….”

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“Ciro, sbrigàt cà amma preparàr ò panè  (Ciro, sbrigati che dobbiamo preparare il pane!) lass’a perd à pizza!”

Ma Ciro non si accontentava di riempire i secchi, quindi attese che Luigino uscisse per delle commissioni e decise di provare a fare la pizza da solo…

Povero Ciro, era la prima volta che tentava di fare la pizza! Impasta, stendi… ma tonda proprio non gli veniva! E siccome non aveva molto tempo, prima del rientro del padrone, la lasciò com’era, più lunga che tonda….ci aggiunse pummarola, acciughe, basilico e la mise in forno…

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Quando Luigino dell’Amura rientrò, sentì nell’aria un profumo nuovo, ancora più buono di quello del pane.

Aprì il forno e, scoprendovi dentro una strana pizza, prese la pala e la tirò fuori. La osservava con curiosità tra sè e sè..

“certo cà sta pizzà è strana assai, pèrò ò profum nun è malè e pure à forma me piacè…” (certo che sta pizza è strana, però il profumo non è male e anche la forma alla fine mi piace…!)

il sapore non era proprio il massimo però. Decise quindi di apportare alcune modifiche: aggiunse delle striscioline di pasta, dividendo la pizza in più parti , e in ogni parte inserì ingredienti diversi.

Chiamò Ciro e lo promosse ad apprendista pizzaiolo. Da allora la pizza a metro è diventata famosa, e ancora oggi la potete gustare da Gigino l’Università della Pizza e in tutte le migliori pizzerie di Vico Equense.

antico manifesto ristorante pizza a metro

E modestamente, io Peppino Tripaziello, la so fare veramente bene! E ricordatevi… L’impasto della pizza a metro contiene il 30% di acqua in più rispetto agli altri, perché dev’essere morbido ed elastico per poterlo stendere lungo lungo . Se preparate panetti da 750 g,  ogni pagnottella serve per fare una pizza da mezzo metro. Le quattro stagioni sono divise così: margherita, salsiccia e broccoli, scarola,  pancetta affumicata con la provola!  Volete la ricetta?? eccola qui! 

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